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Progetto S.P.E.I.R.O.

Negli ultimi anni, in Italia, si sono succedute diverse riforme legislative che hanno profondamente cambiato il mondo del lavoro.
Il dibattito attuale è incentrato sui problemi della precarietà lavorativa dei giovani e sulla sostenibilità del sistema pensionistico.
Ma se è vero che la precarietà nel lavoro è uno degli argomenti dell’agenda politica, cosa dire delle possibilità lavorative delle fasce più escluse?
A questa domanda 9 progetti Equal II fase che stanno operando per l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro per le persone svantaggiate hanno cercato di dare una risposta in diverse regioni italiane.
 
Da queste esperienze emerge che le condizioni indispensabili per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate sono:
 
  • l’integrazione dei servizi forniti sul territorio dalle Isituzioni e dai soggetti privati l’unione di soggetti con competenze diverse, con ambiti di intervento differenziati e con capacità specifiche sul tema dell’inclusione sociale e occupazionale delle persone svantaggiate è la miglior garanzia per implementare servizi sul territorio efficaci e efficienti anche dal punto di vista dei costi
  • professionalità specialistiche e dinamiche: alle differenti professionalità è richiesta la capacità di rinnovarsi per lavorare in rete, per rapportarsi con il tessuto produttivo locale e per adattarsi ai cambiamenti
  • servizi “speciali” non standardizza:a bisogni “speciali” occorrono risposte rapide. Servizi innovativi per persone con disagio, anche non certificato, sono necessarie per uscire dalla segregazione in una logica di supporto all’autonomia della persona e non di assistenza
  • presa in carico globale della persona la persona va considerata non dalla prospettiva del servizio, ma dalla complessità dei suoi bisogni per costruire un percorso personalizzato condiviso tra essa e gli operatori dei diversi servizi a cui è in carico.
Per la sostenibilità degli interventi sperimentati affinché diventino servizi stabili sul territorio sono nececessari:
  • azioni integrate con le programmazioni locali, capaci di influenzarne i risultati e la metodologia
  • reti formalizzate che includano enti pubblici e privati
  • progetti con un rilevante impatto quali-quantitativo e capaci di coinvolgere i beneficiari per la soluzione del disagio sociale
  • riforme normative in materia di politica occupazionale e sociale anche attraverso agevolazioni e riconoscimenti per le imprese
 
Sintesi del progetto
Il progetto si è posto come obiettivo principale la valorizzazione e diffusione di soluzioni innovative per l’inserimento lavorativo delle fasce deboli nell’ottica più generale della loro inclusione sociale.
Le azioni intraprese per il perseguimento di tale obiettivo si sono focalizzte in particolare sull’analisi comparativa di buone prassi realizzate dalla maggioranza delle PS della cordata, con particolare riferimento ai modelli organizzativi ed ai processi innovativi per l’inserimento lavorativo. In relazione ai modelli organizzativi (Macrofase 1), la comparazione è stata effettuata concentrando l’attenzione su tre focus: reti, professionalità e strumenti. Per l’individuazione e selezione delle buone prassi, che potranno essere oggetto di trasferibilità delle azioni, ci siè avvalsi  della collaborazione di un metodologo a garanzia di un supporto scientifico degli interventi. Al fine di sperimentare la trasferibilità di alcune delle buone prassi realizzate, è stato effettuato un test relativo ad una selezione delle stesse da parte delle PS Rail e Occupabile, mentre la PS Perla ha realizzato una ridefinizione del suo modello organizzativo a seguito di una comparazione dello stesso con gli altri modelli simili presenti nella cordata.
Con riferimento ai processi innovativi (Macrofase 2), l’analisi comparativa si è concentrata in particolare su 3 aree di indagine: le imprese, con l’individuazione dei fattori critici che ostacolano il coinvolgimento nei processi di inserimento lavorativo delle fasce deboli; il profilo ‘istituzionale’ dei processi di inserimento lavorativo, con riferimento ai temi della contrattualistica, del contesto normativo e degli strumenti della programmazione; infine il tema delle ‘certificazioni’ come area d’indagine che ha inteso analizzare modalità e procedure che superano i vincoli della classificazione generica dei soggetti svantaggiati previsti dalle normative.
A conclusione del percorso di analisi comparativa si è provveduto alla sistematizzazione dell’esperienza al fine di fornire indicazioni specifiche ai decision- e policy-makers,in termini di sostenibilità degli interventi e trasferibilità delle buone prassi (Macrofase 3). Questa fase è stata  realizzata in contemporanea alla disseminazione dei risultati (giugno 2007 – febbraio 2008), promossi anche attraverso eventi specifici (workshop, convegni etc..), oltre ad azioni mirate di   mainstreaming a livello locale.
Il progetto ha previsto, in particolare, la realizzazione di due principali prodotti: il ‘Libro Verde’ ed il ‘Libro Bianco’.  Mentre il primo elaborato ha dato indicazioni specifiche e pratiche sulla realizzabilità degli interventi, il secondo ha sviluppato i temi trattati nell’ottica di fornire indicazioni per lo sviluppo di strategie e politiche di inserimento lavorativo per le fasce deboli.
 
 
Obiettivo del progetto
Il progetto aveva come finalità primaria la valorizzazione e diffusione delle soluzioni innovative, già sperimentate nel corso dell’Azione 2 dalla maggioranza delle PS, in relazione all’inserimento lavorativo delle fasce deboli nell’ottica più generale della loro inclusione sociale.
Nel perseguire tale finalità SPEIRO si è posto pertanto i seguenti obiettivi specifici:
- effettuare una analisi comparativa delle buone prassi sperimentate da alcune PS, concentrando l’attenzione su modelli organizzativi e processi innovativi per l’inserimento lavorativo
- sperimentare la trasferibilità di alcune buone prassi ad altre PS della cordata
- fornire indicazioni a decision- e policy-makers, riguardo alla sostenibilità, riconoscimento e trasferibilità delle buone prassi evidenziate
- diffondere i risultati degli interventi ai livelli locale, regionale e nazionale, con particolare riferimento all’impatto che le azioni intraprese hanno ottenuto
 
 
 Macrofasi e azioni
MF 1. ANALISI COMPARATIVA DEI MODELLI E DEGLI OUTPUT La MF era finalizzata alla comparazione dei modelli organizzativi per l’inserimento lavorativo, sia sperimentati da alcune PS che in fase di definizione da parte di altre. La MF prevedeva infatti un primo momento di raccolta delle buone prassi realizzate dalle PS Fabrica, Alungo, Perla, Ametris, Il lungo cammino dei Sinti e dei Rom, Rom cittadini d’Europa, Extreme e una successiva azione atta a testare una selezione di tali buone prassi da parte delle PS RAIL e Occupabile.

AZ 1.1 ANALISI DEI MODELLI ORGANIZZATIVI in proposito sono stati comparati i modelli organizzativi di inserimento lavorativo già sviluppati dalle PS Fabrica, Alungo, Ametris, Perla, Il lungo cammino dei Sinti e dei Rom, Rom cittadini d’Europa, Estreme, concentrandosi in particolare su 3 focus: reti, professionalità, strumenti. La comparazione è avvenuta grazie al supporto di un metodologo (prof. Marco Razzi, Università di Genova), a garanzia di una validazione esterna indipendente. I risultati della presente Azione sono stati raccolti in un report di fase, integrato da strumenti specifici sperimentati dalle PS.

AZ 1.2 TEST BUONE PRATICHE – in proposito sono stati previsti dei momenti di confronto e scambio di buone pratiche, con particolare riferimento alle PS RAIL, Occupabile e Perla.

Si evidenzia lo scambio di buone pratiche fra RAIL e Fabrica avvenuto nel corso del seminario che si è svolto in data 19.11.2007 presso il Nucleo territoriale di Pistoia di Rail e che ha visto la testimonianza di Fabrica sul tema delle imprese.

Il 23.01.08 è stato realizzato ad Udine il workshop “Partecipare l’occupabilità – piste per percorsi e territori in rete” realizzato a cura della PS Occupabile e al quale hanno preso parte i progetti toscani RAIL e PERLA. L’incontro è stato finalizzato ad un confronto ed allo scambio di esperienze e buone prassi sul tema delle reti.

Sempre i due progetti RAIL e PERLA, dato il loro impegno comune sul territorio toscano, hanno organizzato per il 13 Febbraio 2008 a Prato, un’attività di diffusione e di confronto delle buone pratiche, sempre con riferimento al tema delle reti, dal titolo "Reti per l'inclusione sociale e lavorativa - piste per percorsi e territori in rete".

MF 2: ANALISI COMPARATIVA DEI PROCESSI INNOVATIVI - La MF era finalizzata all’analisi degli elementi critici e delle esigenze di innovazione in relazione a tre principali aree di azione: imprese, contratti/normative/programmazione, certificazione dei soggetti portatori di disagio.

AZ 2.1 IMPRESE: sonostati in proposito analizzati fattori critici che ostacolano il coinvolgimento delle imprese nei processi di inserimento lavorativo delle fasce deboli, con particolare riferimento ai seguenti elementi: incentivi economici a sostegno delle azioni di inserimento,normative a sostegno del processo di coinvolgimento,misure di accompagnamento messe a disposizione delle imprese, metodologie efficaci di informazione e pubblicizzazione dei progetti presso il target Aziende, influenza della Responsabilità Sociale delle Imprese in chiave di supporto alle azioni di sviluppo locali.

AZ 2.2 CONTRATTI/NORMATIVE/PROGRAMMAZIONE: in questo caso è stata effettuata una analisi del profilo “istituzionale” dei processi di inserimento lavorativo delle fasce deboli, focalizzando i nodi critici del contesto normativo nazionale rispetto alle sperimentazioni in atto.Due i focus principali: la disciplina giuslavoristica (v.Rif.Biagi); il rapporto tra le procedure implementate e il contesto normativo e amministrativo degli Enti pubblici competenti, con particolare attenzione agli strumenti di programmazione

AZ 2.3:CERTIFICAZIONI: in proposito sono state messe in evidenza le criticità nella intercettazione dei soggetti svantaggiati a fronte della generica classificazione prevista dalle normative esistenti. Si sono quindi considerate le innovazioni nelle modalità e procedure di certificazione riguardo al miglioramento nell’efficacia del lavoro delle reti lungo tutto il loro ciclo di intervento:dall’aumento della capacità di riconoscere, interpretare e orientare la domanda fino al miglioramento delle risposte

Il lavoro realizzato nel corso delle due Macrofasi è stato raccolto e pubblicato nel Libro Verde dal titolo: “I servizi di inclusione sociale e lavorativa per le persone svantaggiate in Italia. Analisi comparativa e processo di trasferibilità” (Settembre 2007).

MF 3: SOSTENIBILITA’, RICONOSCIMENTO E TRASFERIBILITA’ - in proposito è stato fatto emergere un orientamento comune sulle prospettive di radicamento e stabilizzazione dei modelli/sistemi/esperienze sviluppati dai progetti, oltre ad aver confrontato le strategie di sostenibilità, riconoscimento e trasferibilità

AZ 3.1 SOSTENIBILITA’: sono stati qui forniti elementi di riflessione utili alla sostenibilità dei modelli organizzativi di inserimento lavorativo nell’ottica più generale dell’inclusione sociale. Ci si è quindi concentrati sui fattori economici, amministrativi, procedurali, organizzativi, socio culturali, considerati come centrali per la sostenibilità

AZ 3.2 RICONOSCIMENTO: oggetto della discussione, del confronto e della focalizzazione di elementi comuni della strategia di consolidamento dei sistemi è stata qui l’integrazione tra questi e gli altri sistemi/strumenti/istituzioni/servizi che, a tutti i livelli, organizzano e rappresentano le politiche pubbliche nelle aree interessate da Equal: lavoro, welfare, lotta contro esclusione e povertà, accesso alla società dell’informazione e della conoscenza

AZ 3.3:TRASFERIBILITA’:l'analisi ha avuto qui l'obiettivo di evidenziare elementi critici e fattori chiave per il raggiungimento degli obiettivi di trasferibilità delle buone pratiche di inclusione sociale e lavorativa.

Il lavoro realizzato nel corso della presente Macrofase è stato raccolto e pubblicato nel Libro Bianco dal titolo: “I servizi di inclusione sociale e lavorativa per le persone svantaggiate in Italia. Raccomandazioni per le politiche” (Febbraio 2008).

MF 4: DISSEMINAZIONE: in proposito sono stati realizzati interventi di diffusione dei risultati di progetto a livello locale, regionale e nazionale. Se ne indicano di seguito i principali:

­-25 maggio 2007 - Pescara, Museo Vittoria Colonna “Dopo Equal, percorsi di sostenibilita’ dell’inclusione sociale”

- 23 ottobre 2007 – Torino - Progetto MELTING BOX - Regione Piemonte  – Centro Congressi Lingotto “Il futuro dell’inclusione sociale - Dalle esperienze dell’I.C. Equal ai servizi sul territorio”

- 22 febbraio 2008 – Roma c/o Confartigianato nazionale – Workshop finale “Dalle esperienze di Equal ai servizi di inserimento lavorativo e sociale per le persone svantaggiate”.


 

NEWS & EVENTI

Pubblicati i bandi per i progetti "drop out" a Prato

Opportunità per i giovani che hanno interrotto gli studi (con più di 15 anni), sono aperti i bandi per candidarsi ai corsi gratuiti per le qualifiche professionali biennali di:

Operatore Elettronico

Estetista

Acconciatore



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Pubblicata la graduatoria del corso IFTS LOGICA.MENTE
Comunichiamo che è stata pubblicata la graduatoria di ammissione al corso. Questa è scaricabile dalla sezione del sito PROGETTI > IFTS LOGICA.MENTE
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